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Approfondimenti

In questa sezione sono presenti in ordine cronologico gli approfondimenti che il Centro Studi realizza a cadenza mensile su temi inerenti l’economia, la previdenza, il mercato del lavoro, il mercato immobiliare, l’innovazione tecnologica, la formazione. 

Gli articoli hanno un collegamento con la realtà dei territori di Milano, Lodi, Monza e Brianza e si rivolgono a un pubblico di imprenditori di piccole e medie imprese del Terziario di mercato.

 

Rapporto Istat 2026: istruzione, conoscenza e innovazione come leve per il sistema economico - luglio e agosto 2026

Il Rapporto Istat 2026 evidenzia come capitale umano, capitale sociale e innovazione rappresentino i principali fattori per sostenere la crescita economica e il benessere del Paese. Sebbene l’Italia abbia registrato progressi nel campo dell’istruzione, continua a mostrare ritardi rispetto alla media europea, soprattutto per quanto riguarda il numero di laureati tra i giovani. L’istruzione non produce solo vantaggi economici individuali, ma favorisce occupazione di qualità, partecipazione civica, fiducia nelle istituzioni e apertura all’innovazione.

La spesa pubblica per l’istruzione è aumentata e sono emersi risultati positivi come la crescita delle iscrizioni universitarie, degli studenti stranieri e degli investimenti sostenuti dal PNRR. Particolarmente significativo è il calo della dispersione scolastica, già sotto il target europeo previsto per il 2030. Tuttavia, persistono forti disuguaglianze territoriali e sociali, che incidono sulle opportunità educative e professionali, oltre a una limitata diffusione delle lauree STEM.

Il rapporto sottolinea inoltre come il livello di istruzione dei genitori continui a influenzare il percorso formativo dei figli, limitando la mobilità sociale. Restano rilevanti anche i divari digitali e di genere: le donne continuano a sostenere gran parte del lavoro di cura, con effetti negativi sulla partecipazione al mercato del lavoro e sulla qualità della vita.

Sul piano economico, l’Italia non è riuscita a trasformare pienamente il miglioramento del capitale umano in crescita e produttività. Dal 2007 al 2025 il PIL è cresciuto molto meno rispetto ai principali Paesi europei, mentre molti laureati risultano impiegati in mansioni inferiori alle loro competenze. Persistono inoltre forti squilibri territoriali e una limitata diffusione delle attività ad alto contenuto tecnologico.

Le imprese più innovative sono quelle che investono in ricerca, digitalizzazione e personale qualificato. Secondo l’Istat, la qualità del capitale umano rappresenta la leva più importante per aumentare produttività e competitività. La crescita futura dell’Italia dipenderà quindi dalla capacità di integrare istruzione, innovazione e inclusione sociale in una strategia di sviluppo duratura.

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Crisi USA-Iran: le conseguenze economiche per le imprese del terziario e la strada per un’autonomia energetica a livello europeo - giugno 2026

Il documento analizza la crisi energetica innescata dal conflitto USA-Iran del 2026 e le sue conseguenze economiche sull’Europa e sulle imprese italiane, con particolare attenzione al terziario lombardo. Dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la successiva chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale, si è verificato un forte shock energetico globale. Gli Stati Uniti, grazie alla propria autosufficienza energetica, risultano meno vulnerabili rispetto all’Europa, fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio e gas.

Risluta quindi evidente come il conflitto abbia causato un aumento dei costi energetici, con un possibile aggravio di 21 miliardi di euro per le imprese italiane nel 2026. In Lombardia il PIL previsto è stato rivisto al ribasso e le aziende del terziario segnalano riduzione della domanda, aumento dei costi di trasporto e volatilità delle materie prime. Secondo un sondaggio di Confcommercio, il 75% delle imprese intervistate dichiara effetti negativi e quasi metà teme un calo del fatturato tra il 5% e il 15%.

Il documento sottolinea anche le fragilità strutturali europee: dipendenza energetica dall’estero, ridotta capacità di raffinazione e alti costi legati al gas e agli oneri di sistema. Per reagire alla crisi, l’UE ha lanciato il piano “Accelerate EU”, basato su coordinamento energetico, sostegno a famiglie e imprese, accelerazione delle rinnovabili, sviluppo delle infrastrutture e mobilitazione di investimenti pubblici e privati.

Difficilmente l’Europa potrà diventare completamente autonoma entro il 2035, ma potrà ridurre la propria vulnerabilità grazie a un mix energetico fondato su rinnovabili, gas e nucleare. Per l’Italia il nucleare viene indicato come opzione strategica di lungo periodo, nonostante ostacoli politici e culturali.

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I dati sul consumo di droga e le ripercussioni sanitarie, sociali ed economiche - maggio 2026

L’approfondimento analizza il fenomeno del consumo di droghe, evidenziandone tipologie, diffusione e conseguenze sanitarie, sociali ed economiche. Le sostanze stupefacenti vengono classificate in diverse categorie: depressive (come eroina e benzodiazepine), stimolanti (cocaina, anfetamine), allucinogene, dissociative e cannabinoidi. Esse possono essere di origine naturale, semisintetica o sintetica e presentano livelli di rischio differenti, con oppioidi e crack tra le più pericolose.

In Italia, secondo l’ultima Relazione annuale sulle tossicodipendenze, il consumo tra i giovani mostra una lieve diminuzione, ma emergono nuove sfide legate alla diffusione di sostanze sintetiche e nuove droghe (NPS). La cannabis resta la più utilizzata, mentre la cocaina è la seconda sostanza più diffusa ed è responsabile di una quota significativa di decessi e ricoveri. A livello europeo, si osserva un aumento di cocaina e ketamina, mentre l’MDMA è in calo. A Milano, i dati indicano una forte crescita del consumo di cocaina e un uso legato soprattutto alla vita notturna, confermando il ruolo della città come hub del consumo ricreativo.

Il traffico di droga segue rotte internazionali consolidate e coinvolge diverse aree del mondo, con un ruolo centrale delle aree di frontiera come punti di ingresso. Parallelamente, lo Stato sostiene costi elevati per contrasto e cura delle dipendenze.

Le conseguenze sanitarie sono rilevanti: aumento dei ricoveri, diffusione di malattie infettive e crescita dei decessi droga-correlati. I servizi pubblici assistono oltre 134mila persone, spesso caratterizzate da disagio sociale, disoccupazione e isolamento. Sul piano sociale, il fenomeno incide sulla sicurezza urbana, alimenta la criminalità e contribuisce al sovraffollamento carcerario. Infine, l’impatto economico è significativo: oltre ai costi diretti per sanità e giustizia, vi sono effetti indiretti su produttività, occupazione e sviluppo. Le tossicodipendenze rappresentano quindi un indicatore critico della qualità sociale ed economica di un Paese.

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Il mercato immobiliare a Milano e un focus sul ruolo dei centri direzionali - aprile 2026

L’analisi del mercato immobiliare milanese nel secondo semestre 2025 evidenzia un quadro complessivamente dinamico ma in fase di assestamento. A livello nazionale, le compravendite residenziali hanno raggiunto circa 770mila unità (+6,9% annuo), mentre Milano si conferma tra i mercati più vivaci, con un incremento del +12% nel terzo trimestre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. Tale dinamica è stata sostenuta anche dalla riduzione dei tassi di interesse, che ha favorito l’accesso al credito.

Permangono tuttavia elementi di criticità, tra cui l’aumento degli immobili invenduti legato a prezzi elevati e l’allungamento dei tempi di compravendita, dovuto anche a maggiori complessità burocratiche. Si osserva inoltre una crescente preferenza per immobili già ristrutturati, a fronte dell’aumento dei costi di riqualificazione, e una maggiore attenzione alla classe energetica e alle spese condominiali.

Nell’area metropolitana si registra una crescita delle compravendite (+7%), sostenuta dalla domanda che si sposta verso comuni ben collegati, con conseguente aumento dei valori immobiliari anche in provincia. Le quotazioni risultano in lieve aumento a Milano (+2%), su livelli storicamente elevati, mentre nell’hinterland si mantengono sostanzialmente stabili.

Sul mercato delle locazioni emergono segnali di inversione rispetto alla fase di forte crescita dei canoni, con lievi flessioni in diverse aree cittadine, pur in presenza di una domanda abitativa ancora sostenuta. Il sentiment degli operatori evidenzia un mercato più selettivo, con domanda in crescita per il residenziale e stabilità attesa per il 2026.

Per quanto riguarda il comparto direzionale, le compravendite di uffici risultano stabili (+5%), ma il settore è interessato da trasformazioni strutturali legate allo smart working e all’obsolescenza degli immobili. Si registra una crescente polarizzazione tra asset “prime” e immobili datati, con aumento della vacancy nei secondi. In tale contesto, la rigenerazione e riconversione funzionale dei centri direzionali emerge come leva strategica per rispondere alla domanda abitativa e ridurre il consumo di suolo.

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