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Approfondimenti

In questa sezione sono presenti in ordine cronologico gli approfondimenti che il Centro Studi realizza a cadenza mensile su temi inerenti l’economia, la previdenza, il mercato del lavoro, il mercato immobiliare, l’innovazione tecnologica, la formazione. 

Gli articoli hanno un collegamento con la realtà dei territori di Milano, Lodi, Monza e Brianza e si rivolgono a un pubblico di imprenditori di piccole e medie imprese del Terziario di mercato.

Crisi USA-Iran: le conseguenze economiche per le imprese del terziario e la strada per un’autonomia energetica a livello europeo - giugno 2026

Il documento analizza la crisi energetica innescata dal conflitto USA-Iran del 2026 e le sue conseguenze economiche sull’Europa e sulle imprese italiane, con particolare attenzione al terziario lombardo. Dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la successiva chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale, si è verificato un forte shock energetico globale. Gli Stati Uniti, grazie alla propria autosufficienza energetica, risultano meno vulnerabili rispetto all’Europa, fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio e gas.

Risluta quindi evidente come il conflitto abbia causato un aumento dei costi energetici, con un possibile aggravio di 21 miliardi di euro per le imprese italiane nel 2026. In Lombardia il PIL previsto è stato rivisto al ribasso e le aziende del terziario segnalano riduzione della domanda, aumento dei costi di trasporto e volatilità delle materie prime. Secondo un sondaggio di Confcommercio, il 75% delle imprese intervistate dichiara effetti negativi e quasi metà teme un calo del fatturato tra il 5% e il 15%.

Il documento sottolinea anche le fragilità strutturali europee: dipendenza energetica dall’estero, ridotta capacità di raffinazione e alti costi legati al gas e agli oneri di sistema. Per reagire alla crisi, l’UE ha lanciato il piano “Accelerate EU”, basato su coordinamento energetico, sostegno a famiglie e imprese, accelerazione delle rinnovabili, sviluppo delle infrastrutture e mobilitazione di investimenti pubblici e privati.

Difficilmente l’Europa potrà diventare completamente autonoma entro il 2035, ma potrà ridurre la propria vulnerabilità grazie a un mix energetico fondato su rinnovabili, gas e nucleare. Per l’Italia il nucleare viene indicato come opzione strategica di lungo periodo, nonostante ostacoli politici e culturali.

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I dati sul consumo di droga e le ripercussioni sanitarie, sociali ed economiche - maggio 2026

L’approfondimento analizza il fenomeno del consumo di droghe, evidenziandone tipologie, diffusione e conseguenze sanitarie, sociali ed economiche. Le sostanze stupefacenti vengono classificate in diverse categorie: depressive (come eroina e benzodiazepine), stimolanti (cocaina, anfetamine), allucinogene, dissociative e cannabinoidi. Esse possono essere di origine naturale, semisintetica o sintetica e presentano livelli di rischio differenti, con oppioidi e crack tra le più pericolose.

In Italia, secondo l’ultima Relazione annuale sulle tossicodipendenze, il consumo tra i giovani mostra una lieve diminuzione, ma emergono nuove sfide legate alla diffusione di sostanze sintetiche e nuove droghe (NPS). La cannabis resta la più utilizzata, mentre la cocaina è la seconda sostanza più diffusa ed è responsabile di una quota significativa di decessi e ricoveri. A livello europeo, si osserva un aumento di cocaina e ketamina, mentre l’MDMA è in calo. A Milano, i dati indicano una forte crescita del consumo di cocaina e un uso legato soprattutto alla vita notturna, confermando il ruolo della città come hub del consumo ricreativo.

Il traffico di droga segue rotte internazionali consolidate e coinvolge diverse aree del mondo, con un ruolo centrale delle aree di frontiera come punti di ingresso. Parallelamente, lo Stato sostiene costi elevati per contrasto e cura delle dipendenze.

Le conseguenze sanitarie sono rilevanti: aumento dei ricoveri, diffusione di malattie infettive e crescita dei decessi droga-correlati. I servizi pubblici assistono oltre 134mila persone, spesso caratterizzate da disagio sociale, disoccupazione e isolamento. Sul piano sociale, il fenomeno incide sulla sicurezza urbana, alimenta la criminalità e contribuisce al sovraffollamento carcerario. Infine, l’impatto economico è significativo: oltre ai costi diretti per sanità e giustizia, vi sono effetti indiretti su produttività, occupazione e sviluppo. Le tossicodipendenze rappresentano quindi un indicatore critico della qualità sociale ed economica di un Paese.

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Il mercato immobiliare a Milano e un focus sul ruolo dei centri direzionali - aprile 2026

L’analisi del mercato immobiliare milanese nel secondo semestre 2025 evidenzia un quadro complessivamente dinamico ma in fase di assestamento. A livello nazionale, le compravendite residenziali hanno raggiunto circa 770mila unità (+6,9% annuo), mentre Milano si conferma tra i mercati più vivaci, con un incremento del +12% nel terzo trimestre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. Tale dinamica è stata sostenuta anche dalla riduzione dei tassi di interesse, che ha favorito l’accesso al credito.

Permangono tuttavia elementi di criticità, tra cui l’aumento degli immobili invenduti legato a prezzi elevati e l’allungamento dei tempi di compravendita, dovuto anche a maggiori complessità burocratiche. Si osserva inoltre una crescente preferenza per immobili già ristrutturati, a fronte dell’aumento dei costi di riqualificazione, e una maggiore attenzione alla classe energetica e alle spese condominiali.

Nell’area metropolitana si registra una crescita delle compravendite (+7%), sostenuta dalla domanda che si sposta verso comuni ben collegati, con conseguente aumento dei valori immobiliari anche in provincia. Le quotazioni risultano in lieve aumento a Milano (+2%), su livelli storicamente elevati, mentre nell’hinterland si mantengono sostanzialmente stabili.

Sul mercato delle locazioni emergono segnali di inversione rispetto alla fase di forte crescita dei canoni, con lievi flessioni in diverse aree cittadine, pur in presenza di una domanda abitativa ancora sostenuta. Il sentiment degli operatori evidenzia un mercato più selettivo, con domanda in crescita per il residenziale e stabilità attesa per il 2026.

Per quanto riguarda il comparto direzionale, le compravendite di uffici risultano stabili (+5%), ma il settore è interessato da trasformazioni strutturali legate allo smart working e all’obsolescenza degli immobili. Si registra una crescente polarizzazione tra asset “prime” e immobili datati, con aumento della vacancy nei secondi. In tale contesto, la rigenerazione e riconversione funzionale dei centri direzionali emerge come leva strategica per rispondere alla domanda abitativa e ridurre il consumo di suolo.

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Demografia e tenuta del sistema previdenziale, numeri per capire le tendenze - marzo 2026

Il quadro demografico italiano conferma l’accelerazione della transizione in atto e le implicazioni strutturali sul sistema previdenziale. Al 31 dicembre 2024 la popolazione residente era pari a 58,9 milioni, in lieve calo su base annua, con un marcato invecchiamento: gli over 65 rappresentano il 24,7% del totale (oltre 14 milioni), mentre la fascia 0-14 anni scende sotto il 12%. L’età media ha raggiunto i 46,9 anni e il tasso di fecondità si attestava a 1,18 figli per donna, nuovo minimo storico. Il calo delle nascite (369.944 unità nel 2024) riflette sia la riduzione delle coorti in età fertile sia una minore propensione alla genitorialità, condizionata da fattori economici e occupazionali.

In questo contesto, il tema centrale non è solo la denatalità, ma il “degiovanimento” della forza lavoro e il conseguente squilibrio tra attivi e pensionati. Il progressivo pensionamento dei baby boomer accentuerà la pressione sul sistema contributivo, rendendo cruciale il rapporto tra PIL e spesa pensionistica quale indicatore di sostenibilità.

Nel 2024 la spesa pensionistica ammontava a 286,1 miliardi (+7% sul 2023). Il peso sul PIL, dopo il picco pandemico del 16,7% nel 2020, si è stabilizzato intorno al 15-16%, con proiezioni di crescita fino al 17,1% nel 2040 per effetto della dinamica demografica, prima di un graduale riassorbimento nel lungo periodo. Le riforme strutturali avviate dagli anni Novanta in poi (Amato, Dini, Fornero) hanno migliorato gli equilibri finanziari, mentre le recenti misure di flessibilità in uscita ne hanno parzialmente attenuato gli effetti.

Le priorità strategiche individuate dal Centro Studi di Itinerari Previdenziali riguardano: separazione tra previdenza e assistenza; adeguamento automatico dei requisiti all’aspettativa di vita; rafforzamento della previdenza complementare; revisione degli strumenti assistenziali e contrasto all’evasione. In parallelo, l’aumento del tasso di occupazione senior – oggi inferiore alla media UE – rappresenta una leva potenziale per accrescere PIL, base contributiva e resilienza complessiva del nostro sistema di welfare.

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I numeri del Salone del Mobile 2025 e la mappatura del sistema del design milanese - febbraio 2026

Il secondo Annual Report 2025 sul Sistema del Design a Milano restituisce la fotografia di un ecosistema complesso e maturo, in cui il design opera come infrastruttura economica, culturale e urbana della competitività territoriale. In un contesto geopolitico ed economico instabile, il Salone del Mobile e la Design Week si confermano piattaforme di fiducia, strumenti di politica industriale e leve di diplomazia economica, capaci di rafforzare il posizionamento internazionale di Milano e della Lombardia.

L’edizione 2025 del Salone ha registrato oltre 2.100 espositori da 37 Paesi e più di 300.000 visitatori da 160 nazioni. La Design Week ha visto una crescita significativa delle iniziative diffuse (+25,7% sul 2024), confermando il modello dell’evento urbano policentrico. L’indotto economico complessivo ha raggiunto i 278 milioni di euro, con una spesa media pro capite di 275,5 euro e benefici diffusi su ricettività, ristorazione, commercio e mobilità. Rilevante l’impatto sui flussi turistici e aeroportuali, così come la forte pressione sulla mobilità urbana.

La mappatura del Sistema Design Milano evidenzia la solidità del cosiddetto “Design Core” (Codice ATECO 74.10), con una crescita strutturale delle imprese, una forte concentrazione territoriale nel Comune di Milano e una prevalenza di lavoratori autonomi. Il sistema si caratterizza per dinamismo, apertura internazionale e integrazione con altri settori produttivi e creativi. Centrale il ruolo della distribuzione, intesa non solo come canale commerciale ma come dispositivo simbolico e narrativo, e quello della formazione, che alimenta il capitale umano e la capacità di innovazione dell’ecosistema.

La produzione culturale di design emerge come moltiplicatore di valore economico e reputazionale, contribuendo alla resilienza del sistema. Nel complesso, si può affermare che il Sistema Design Milano agisca da hub multilivello, capace di connettere dimensione locale e globale. La sfida futura riguarderà la governance integrata della crescita, per coniugare competitività, sostenibilità urbana e funzione pubblica del design.

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La desertificazione commerciale e le azioni per tutelare il commercio di prossimità - gennaio 2026

Il fenomeno della desertificazione commerciale rappresenta oggi una delle principali criticità per le città italiane, incidendo non solo sul tessuto economico ma anche sulla qualità della vita urbana e sulla coesione sociale. In un Paese caratterizzato da una forte presenza di comuni medio-piccoli e da una tradizione radicata di commercio di prossimità, la chiusura dei negozi di vicinato comporta la perdita di presìdi fondamentali di socialità, sicurezza e identità territoriale.

Secondo le analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio, tra il 2012 e il 2024 in Italia hanno chiuso quasi 118 mila attività di commercio al dettaglio in sede fissa e circa 23 mila esercizi ambulanti, con una riduzione complessiva superiore al 20%. Le contrazioni più marcate riguardano settori tradizionali come carburanti, articoli culturali, commercio non specializzato, arredamento e abbigliamento. A fronte di queste dinamiche, crescono l’e-commerce e, in misura minore, i servizi di ristorazione e alloggio, trainati dal turismo e dai nuovi modelli di consumo.

Le proiezioni al 2035 indicano che, in assenza di interventi strutturali, la perdita di negozi di vicinato potrebbe proseguire con un’ulteriore riduzione di oltre 110 mila imprese. Il fenomeno presenta forti differenze territoriali: i comuni medio-grandi del Centro-Nord risultano più esposti, mentre alcune città del Sud mostrano una maggiore tenuta. Particolarmente critico è il tema dei negozi sfitti, che nel 2025 sono stimati in circa 105 mila unità a livello nazionale.

Il caso di Milano conferma queste tendenze: tra il 2023 e il 2024 si è registrato un calo dell’1,2% dei negozi di vicinato, con un impatto più rilevante nelle periferie e nei comparti non alimentari. A incidere sono fattori strutturali come l’aumento dei canoni di locazione, la riconversione degli immobili da commerciali a residenziali e la concorrenza dell’online.

Per contrastare la desertificazione commerciale, Confcommercio ha proposto il progetto “Cities”, un programma di rigenerazione urbana che valorizza il commercio di prossimità come attore economico, sociale e identitario. Attraverso politiche integrate su spazio urbano, mobilità, riattivazione dei locali sfitti, utilizzo dei dati e cooperazione istituzionale, Cities punta a rafforzare la vitalità dei quartieri e a promuovere un modello di città più sostenibile, inclusivo e policentrico.

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