Bando "Circolarità e sostenibilità per le PMI lombarde"
In apertura
La misura sostiene le PMI lombarde nella transizione verso modelli produttivi circolari, mediante un progetto unitario composto da uno studio ambientale propedeutico e dalla successiva realizzazione dell’investimento individuato dallo studio.
Per testo integrale del bando, scheda di sintesi, allegati e modulistica
BENEFICIARI
Micro, piccole e medie imprese lombarde come definite dall’Allegato 1 del regolamento UE n. 651/2014 del 17 giugno 2014 e s.m.i. che presentino progetti in forma singola o anche in aggregazione formata da almeno 3 imprese e che, alla data di presentazione della domanda e fino alla concessione dell’aiuto, presentino i seguenti requisiti:
- abbiano la sede operativa oggetto dell’intervento in Lombardia o si impegni ad averne una alla data della richiesta di erogazione;
- siano regolarmente iscritte e attive nel Registro delle imprese da almeno 1 anno (come risultante da visura camerale).
SPESE AMMISSIBILI
A) Sono ammissibili le spese per studi ambientali direttamente connessi e propedeutici alla realizzazione dell’investimento o del progetto di innovazione, quali:
- analisi dei flussi di materia, acqua, energia, scarti e rifiuti;
- Life Cycle Assessment (LCA), Product Environmental Footprint (PEF), carbon footprint, water footprint e analisi di circolarità, se finalizzate alla definizione dell’investimento;
- studi per sostituzione di materie prime vergini con materie prime seconde, materiali riciclati, riciclabili, bio-based o a minore impatto ambientale;
- studi per recupero, riutilizzo o valorizzazione di scarti, sottoprodotti e rifiuti, inclusi profili tecnici e autorizzativi;
- studi di fattibilità tecnico-economica per eco-design, riuso, riparazione, rigenerazione, simbiosi industriale, end of waste e nuovi modelli di business circolari;
- progettazione preliminare, dimensionamento tecnico e cronoprogramma dell’investimento.
B) Possono essere ammesse le seguenti tipologie di spesa:
- macchinari, impianti, attrezzature e strumentazioni per il riciclaggio, selezione, separazione, riutilizzo o valorizzazione di scarti, rifiuti, sottoprodotti e materie prime seconde;
- impianti, attrezzature e componenti per la riduzione degli scarti di lavorazione, l’ottimizzazione dell’impiego di materie prime, il ricircolo e il recupero di acqua, aria, oli, sostanze chimiche o altri materiali di processo;
- sistemi, componenti e soluzioni tecnologiche per l’utilizzo di materiali riciclati, biodegradabili, compostabili o comunque a minore impatto ambientale;
- macchinari e attrezzature per la produzione o l’utilizzo di packaging sostenibile, riutilizzabile, monomateriale o a ridotto impiego di materia o di una migliore riciclabilità;
- attrezzature e tecnologie finalizzate alla realizzazione di prodotti più durevoli, riparabili, disassemblabili, riutilizzabili o riciclabili;
- sistemi hardware, sensori, dispositivi e strumenti digitali per il monitoraggio dei consumi energetici e idrici, delle emissioni, dei flussi di materiali e delle performance ambientali;
- software per la tracciabilità dei flussi di materiali, sottoprodotti, scarti e materie prime seconde, nonché software per LCA, eco-design, carbon footprint, water footprint, monitoraggio ambientale e gestione delle performance ambientali;
- brevetti, licenze, know-how, diritti d’uso di tecnologie, competenze tecniche e soluzioni immateriali funzionali alla realizzazione del progetto;
- i costi della ricerca contrattuale, delle competenze e dei brevetti acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne alle normali condizioni di mercato;
- materiali, forniture e prodotti analoghi direttamente imputabili al progetto, inclusi materiali e componenti per prototipi, test, sperimentazioni o prime applicazioni, ai sensi dell’art. 29 ““GBER”” o in “de minimis”;
- costi per l’acquisizione di certificazioni ambientali di processo e di prodotto, quali, a titolo esemplificativo, ISO 14001, EMAS, ECOLABEL, EPD, ove direttamente connesse al progetto e ammissibili, solo in regime “de minimis”;
- opere edili-murarie e impiantistiche, nonché relative spese di progettazione e direzione lavori, esclusivamente se strettamente necessarie e direttamente collegate all’installazione dei macchinari, impianti o attrezzature oggetto del progetto; in regime in esenzione art. 17 “GBER” nel limite massimo del 25% delle spese ammissibili del progetto; in regime di esenzione art. 29 “GBER” nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto;
- spese generali supplementari e altri costi di esercizio direttamente imputabili al progetto, ammissibili nei limiti e con le modalità previste dal regime di aiuto applicato; in caso di regime “de minimis”, le spese generali possono essere riconosciute in via forfettaria nella misura del 7% della somma delle voci di spesa ammissibili individuate dal bando.
AGEVOLAZIONE
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto:
- per lo studio ambientale il contributo concesso, a scelta del beneficiario e in alternativa, in regime “de minimis” con intensità di aiuto è pari al 60% e con un contributo massimo di 40.000 euro oppure in “GBER” ai sensi dell’art. 25 (Aiuti a progetti di ricerca e sviluppo) limitatamente al par. 2 lett.d), par. 4 lett.d) e par. 7 con un’intensità di aiuto del 70% per le piccole imprese e 60% per le medie imprese; il costo sostenuto per lo studio ambientale non potrà superare il 25% del progetto di investimento o innovazione;
- per il progetto di innovazione o di investimento l’importo minimo dell’intervento è 50.000 euro; l’Importo massimo del contributo ammissibile per singola impresa è pari a 260.000 euro in regime de minimis con un’intensità di aiuto pari al 60%. Il contributo è riconosciuto alle singole imprese che compongono l’aggregazione in relazione ai rispettivi impegni di spesa, ogni impresa dovrà partecipare all’aggregazione in misura non inferiore al 20% dell’importo di progetto.
SCADENZE
Il bando sarà pubblicato nel mese di ottobre.
Per testo integrale del bando, scheda di sintesi, allegati e modulistica
24/07/26







