Servizio di Mediazione di Camera Arbitrale di Milano (CAM): Il tasso di successo delle mediazioni CAM è del 68%, nel resto d'Italia è del 53%. È cresciuto del 39% il valore medio delle controversie in un anno.
Mediazione civile e commerciale: pubblicati i risultati dell’analisi statistica 2025 della Camera Arbitrale di Milano (CAM) con riferimento al periodo dal 1° gennaio - 31 dicembre 2025 e confronto con i dati del Ministero della Giustizia
Ogni giorno al Servizio di Mediazione di Camera Arbitrale di Milano (CAM) vengono depositate 4 nuove domande; in totale nel 2025 le nuove domande depositate sono state 972, dato in linea con quello degli anni precedenti.
Valore. La stabilità dei volumi si accompagna a un significativo aumento del valore medio delle controversie, cresciuto del 39% rispetto all’anno precedente e attestatosi a 331.000 euro, confermando il crescente ricorso alla mediazione anche per contenziosi di maggiore complessità e rilievo economico.
Esiti e tasso di successo. Particolarmente rilevante è il dato relativo all’efficacia dello strumento: il tasso di successo ha raggiunto il 68%, si tratta della percentuale di accordi conclusi nei procedimenti in cui le parti accettano di sedersi al tavolo della mediazione anche dopo il primo incontro. È un risultato nettamente superiore alla media nazionale del 53,1%. In dettaglio, in base ai dati del Ministero della Giustizia negli altri Organismi il tasso di successo risulta pari a 57,6% negli Organismi appartenenti alle Camere di commercio; del 55,5% negli altri Organismi privati; del 49,6% presso altri Ordini; del 48,5% presso gli Ordini degli avvocati. (Dati Ministero della Giustizia statistiche 2025).
Accordi. Nel 2025 sono stati siglati 230 accordi, pari al 26,2% di tutti i procedimenti conclusi, a conferma della concreta capacità della mediazione di favorire soluzioni condivise. La percentuale di accordi raggiunti, nel caso in cui l’aderente compare è del 37% nei procedimenti CAM; è del 30,6% nei procedimenti degli altri Organismi di mediazione, secondo i dati statistici del Ministero della Giustizia.
Tempi. Nell’anno di riferimento la durata dei procedimenti CAM, laddove ci sia stato l’accordo e la comparsa dell’aderente, è di 118 giorni, che diventano 165 giorni negli altri Organismi di Mediazione italiani, con un risparmio di tempo del 28,4%. La variazione in un anno (2025 vs 2024) della durata media dei procedimenti CAM è del 3%. (Fonte: Il dato del Ministero è relativo alla rilevazione del 1 trimestre 2025, ultimo dato disponibile).
Chi fa ricorso alla mediazione: nel 43% dei casi si tratta di mediazioni tra imprese e persone fisiche, nel 37% dei casi tra imprese e nel 20% tra persone fisiche.
Digitalizzazione. Il 2025 conferma, inoltre, il ruolo centrale dell’innovazione: il 90% degli incontri nei procedimenti CAM si è svolto online, evidenziando una ormai consolidata digitalizzazione della procedura, capace di garantire accessibilità e flessibilità. In base ai dati del Ministero negli altri Organismi di mediazione il 51% dei procedimenti si è svolto in modalità telematica.
Materie. La mediazione continua a riflettere in modo puntuale l’andamento del contesto economico e normativo: si registra, ad esempio, un forte incremento delle controversie in materia di somministrazione (+300%), responsabilità civile (+107%) e il contratto d’opera con il +15%. Le materie in cui si fa maggiore ricorso alla mediazione CAM sono: condominio, che rappresenta il 19% del totale, segue la locazione con il 14%, il contratto d’opera con l’11%.
Mediazione volontaria. La mediazione volontaria rappresenta il 23,6% del totale.
Mediazioni ambientali. Nel 2025 ha registrato 32 domande (+18,5%).
Nomine e genere. Un dato distintivo riguarda infine la composizione del corpo dei mediatori: su un totale di 905 procedimenti di mediazione avviati nel 2025, il 61% è stato gestito da mediatrici e il 39% da mediatori; nel 2025 sono stati nominati 19 mediatori (per 288 casi) e 35 mediatrici (per 617 casi). Le mediatrici hanno un’età variabile dai 27 anni ai 77 anni e come professione si tratta per il 60% di avvocate, per l’8,5% di commercialiste e nel 28,5% dei casi svolgono altre professioni (dirigenti scolastici, impiegate, psicologhe etc…).
10/04/26







