Regione Lombardia: aperto il bando “Nuova Impresa - Piccoli Comuni e Frazioni 2026”, contributi a fondo perduto per sostenere l’apertura nuove attività al dettaglio di alimentari e generi di prima necessità nei piccoli Comuni lombardi (e nelle frazioni) con popolazione pari o inferiore a 3.000
E' aperto il Bando di Regione Lombardia "Nuova Impresa - Piccoli Comuni e Frazioni 2026" per sostenere l'apertura di nuove attività di commercio al dettaglio di alimentari e generi di prima necessità nei piccoli Comuni lombardi con popolazione pari o inferiore a 3.000 abitanti e nelle frazioni di tutti i comuni della Lombardia allo scopo di evitare lo spopolamento e l’abbandono dei residenti. Il bando offre contributi a fondo perduto fino a 40.000 euro (80% delle spese ammissibili) per costi di avviamento (strumenti, affitti, consulenze).
Possono partecipare al bando:
- nuove imprese (sede legale e operativa) iscritte al Registro Imprese (RI) e attive dal 1° giugno 2025;
- imprese che hanno aperto una nuova unità locale (sede operativa) attiva dal 1° giugno 2025;
in regola con gli obblighi contributivi, previdenziali e assistenziali, (DURC) e assicurativi (POLIZZE CATASTROFALI).
La nuova impresa o unità locale deve esercitare un’attività prevalente di commercio al dettaglio in sede fissa con uno dei seguenti codici Ateco 2025 (primario):
47.11 + 47.11.0: Commercio al dettaglio non specializzato con prevalenza di prodotti alimentari, bevande o tabacchi;
47.11.01: Commercio al dettaglio non specializzato con prevalenza di prodotti alimentari surgelati;
47.11.02: Commercio al dettaglio non specializzato con prevalenza di altri prodotti alimentari, bevande o tabacchi;
47.21 + 47.21.0: Commercio al dettaglio di frutta e verdura;
47.21.01: Commercio al dettaglio di frutta e verdura fresca;
47.21.02: Commercio al dettaglio di frutta e verdura secca e conservata;
47.22 + 47.22.0 + 47.22.00: Commercio al dettaglio di carne e di prodotti a base di carne;
47.23 + 47.23.0 + 47.23.00: Commercio al dettaglio di pesce, crostacei e molluschi;
47.24: Commercio al dettaglio di pane, pasticceria e dolciumi;
47.24.1 + 47.24.10: Commercio al dettaglio di pane;
47.24.2 + 47.24.20: Commercio al dettaglio di pasticceria e dolciumi;
47.27 Commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari;
47.27.1 + 47.27.10: Commercio al dettaglio di latte e prodotti lattiero-caseari;
47.27.9 + 47.27.90: Commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari n.c.a.
L’attività deve essere insediata in uno dei piccoli Comuni e nelle frazioni di tutti i Comuni della Lombardia che sono sprovvisti delle attività elencate da almeno 6 mesi
Sono esclusi i richiedenti che hanno usufruito del contributo a fondo perduto sugli sportelli 2025 e 2026 del bando Nuova Impresa e che aprono nuove attività diverse dal commercio di prodotti alimentari e di generi di prima necessità.
L’agevolazione è concessa a fronte di un investimento minimo di € 3.000 composto esclusivamente da spese in conto capitale oppure da una combinazione di spese in conto capitale e di parte corrente, queste ultime non superiori il 20% del costo totale del progetto. Previsto contributo a fondo perduto fino all’80% della spesa ritenuta ammissibile e comunque in misura non superiore ai massimali sotto riportati:
- limite di 40.000 euro qualora il piccolo Comune o la frazione oggetto della domanda sia totalmente sprovvisto di attività di commercio al dettaglio in sede fissa di generi alimentari e di prima necessità di cui a uno dei codici Ateco ammissibili;
- limite di 20.000 euro qualora nel piccolo Comune o nella frazione siano già presenti attività di commercio al dettaglio in sede fissa di generi alimentari e di prima necessità con codici Ateco ammissibili, bensì diversi dal codice Ateco oggetto della domanda.
Sono ammesse, al netto di IVA, le seguenti tipologie di spesa in conto capitale:
a) acquisto di beni strumentali/macchinari/attrezzature/arredi nuovi, incluse le spese per il montaggio/trasporto/manodopera e realizzazione di strutture, anche in muratura, strettamente collegate 1 . Le spese devono riguardare esclusivamente beni durevoli, non di consumo e strettamente funzionali all'attività svolta (non sono ammessi gli autoveicoli);
b) spese di ristrutturazione (ad esempio piastrellatura, tinteggiatura, realizzazione di pareti) ed impianti di sicurezza, serramenti, vetrine, porte blindate, sanitari, tende da sole, porte da interno solo se l’immobile in cui ha sede l’unità locale è di proprietà di un ente pubblico o del beneficiario stesso;
c) acquisto di software gestionale, (contratti di licenze annuali) professionale e altre applicazioni aziendali, licenze d’uso e servizi software di tipo cloud e saas e simili, brevetti e licenze d’uso sulla proprietà intellettuale, nella misura massima del 60% della spesa totale di progetto;
d) acquisto di hardware nuovo (sono escluse le spese per smartphone e cellulari);
e) registrazione e sviluppo di marchi e brevetti e per le certificazioni di qualità.
Sono ammesse al netto di IVA, le seguenti tipologie di spesa in conto corrente:
f) onorari notarili e costi relativi alla costituzione d'impresa (al netto di tasse, imposte, diritti e bolli anticipate dal notaio/consulente);
g) onorari per prestazioni e consulenze relative all'avvio d'impresa, nei seguenti ambiti: 1. marketing e comunicazione; 2. logistica; 3. produzione; 4. personale, organizzazione, sistemi informativi e gestione di impresa; 5. contrattualistica; 6. contabilità e fiscalità;
h) spese relative alle consulenze specialistiche legate alla registrazione e allo sviluppo di marchi e brevetti, nonché per le certificazioni di qualità di cui alla relativa voce di spesa in conto capitale;
i) canoni di locazione della sede operativa della nuova impresa;
j) sviluppo di un piano di comunicazione (progettazione del logo aziendale, progettazione e realizzazione sito internet, registrazione del dominio, progettazione piano di lancio dell'attività);
k) strumenti di comunicazione e promozione (es. messaggi pubblicitari su radio, TV, cartellonistica, social network, banner su siti di terzi, Google Ads, spese per materiali pubblicitari);
l) spese generali riconosciute in maniera forfettaria nella misura del 7% dei costi di cui ai punti da a) a k).
Sono ammissibili esclusivamente le spese per l’avvio della nuova attività (impresa o unità locale) sostenute dal 1° giugno 2025 al 31 dicembre 2026.
Domande fino alle ore 16 del 12 novembre 2026 esclusivamente online
Per la presentazione delle domande contattare la propria Associazione di riferimento
Ogni impresa può presentare una sola domanda di contributo allo sportello del bando, salvo rinuncia o non ammissione di precedenti domande. Alla domanda deve essere allegata un'attestazione rilasciata dal Comune territorialmente competente relativa:
- all’assenza da almeno 6 mesi, antecedenti la data di apertura, di altra attività di commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti alimentari e di generi di prima necessità sul proprio territorio o nella frazione oggetto della domanda;
- alla rispondenza dell’attività ai bisogni della popolazione residente adeguatamente motivata.
Le domande saranno oggetto di verifica di ammissibilità formale e di valutazione tecnica del progetto sulla base di 3 criteri di punteggio: 1. coerenza con le finalità del bando (0 – 40 punti); 2. qualità progettuale (0 – 30 punti); 3. altri servizi offerti alla comunità locale (0 – 30 punti). Le imprese in possesso dei requisiti di ammissibilità che abbiano ottenuto una valutazione non inferiore a 40 punti su 100, hanno accesso ai contributi e sono ammesse in base all’ordine cronologico di presentazione della domanda.
Per ciascuno dei suddetti codici Ateco ammissibili possono essere ammesse a contributo una sola domanda per ciascun piccolo Comune e per ciascuna frazione.
28/01/26






