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Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli su QN (Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino): aumenti contrattuali, "La detassazione sia per tutti"

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli intervistato dal QN (Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino) sulla manovra finanziaria approvata dal Governo: "È una manovra responsabile perché tiene insieme sostenibilità dei conti pubblici e sostegno a famiglie e imprese. In particolare, ci sono scelte che vanno nella direzione giusta, come la riduzione della seconda aliquota Irpef. Ma non basta e occorre fare di più per spingere competitività, consumi e investimenti".

Sulla seconda aliquota Irpef prevista in manovra, Sangalli rileva come si tratti di "...una misura che chiedevamo e che aiuta il ceto medio. Ma occorre estendere la riduzione di aliquota ai redditi fino a 60.000 euro, perché il drenaggio fiscale rischia di vanificarne gli effetti. E poi resta il grande assente: il superamento dell'Irap. E' un'imposta aggiuntiva che frena la competitività delle imprese. Occorre completare definitivamente il percorso di abolizione,a partire dalle società di persone e dalle associazioni tra professionisti".

E sulla detassazione degli aumenti contrattuali, prevista sempre dalla finanziaria, Sangalli continua: "II principio è giusto e lo rivendichiamo da anni: rafforzare il potere d'acquisto dei lavoratori tagliando le tasse sugli aumenti contrattuali. Ma la norma, così com'è, è iniqua perché limita il beneficio ai soli rinnovi sottoscritti nel biennio 2025-2026. Questo, di fatto, esclude oltre 5 milioni di lavoratori del terziario di mercato, compresi terziario, turismo e ristorazione, che hanno contratti rinnovati nel 2024 ma con aumenti che scattano nel 2026 e 2027. In pratica, due lavoratori che fanno lo stesso mestiere, nella stessa azienda, rischiano di vedersi trattati diversamente solo per una data di firma".

 Leggi l'intervista

 

 

 

  

 

 

 

18/11/25
Categoria: Area media

Tipologia: Scenario nazionale

 
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