Confcommercio: no a tavoli con chi firma contratti pirata
Secondo Confcommercio il nuovo Protocollo sui pagamenti elettronici può essere sottoscritto solo dalle parti negoziatrici e denuncia i “contratti pirata” in dumping, che danneggiano lavoratori e imprese. Anche FIPE-Confcommercio sottolinea "dumping fenomeno dannoso su cui da anni FIPE ha acceso un faro e che sempre di più richiama l’attenzione delle stesse Istituzioni"
Confcommercio in una nota ha affermato che la sottoscrizione del nuovo Protocollo di intesa sui costi di accettazione dei pagamenti elettronici è un atto che spetta esclusivamente alle parti che hanno negoziato tale accordo. Non rientrano tra queste organizzazioni soggetti che sottoscrivono contratti in dumping, alimentando pratiche che alterano la corretta concorrenza e comprimono diritti e tutele. Un fenomeno, questo, che ha assunto ormai numeri e caratteristiche da vera e propria emergenza, una piaga sociale che danneggia lavoratori e imprese.
Per questo, già da tempo, Confcommercio ha avviato insieme a Cgil, Cisl e Uil un confronto per rendere sempre più moderne e innovative le relazioni sindacali e sta lavorando con le stesse organizzazioni alla definizione di una proposta concreta e condivisa per contrastare i cosiddetti “contratti pirata”, rafforzando così la qualità del lavoro e la tutela delle imprese sane. Anche FIPE-Confcommercio è intervenuta sul tema: quello del dumping contrattuale "è un fenomeno dannoso su cui da anni FIPE ha acceso un faro e che sempre di più richiama l’attenzione delle stesse Istituzioni"
11/02/26






