Confcommercio Professioni su riforma ordinamenti professionali: bene l'approvazione degli emendamenti al Senato
Confcommercio Professioni in una nota ha espresso soddisfazione per le modifiche apportate nel corso dell’esame al Senato al Disegno di Legge Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali (A.S. 1663).
Grazie agli emendamenti approvati in Commissione Giustizia, è stata superata una criticità normativa che destava forte preoccupazione. La formulazione originaria del testo rischiava - secondo Confcommercio Professioni - di generare una grave incertezza applicativa, confondendo le attività espressamente "riservate per legge" alle professioni ordinistiche con quelle genericamente attribuite alla loro "competenza specifica". Tale ambiguità avrebbe comportato il rischio concreto di limitare il raggio d'azione di chi esercita una professione il cui ambito di attività non è coperto da riserve di legge.
La modifica introdotta chiarisce definitivamente che tutto ciò che la legge non indica come espressamente riservato ad una o più professioni è libero e può essere svolto da tutti i professionisti. In questo modo, viene riaffermata la libertà di esercizio per le attività non riservate, tutelando il perimetro d'azione delle professioni non organizzate in ordini o collegi come definite dalla Legge n. 4/2013.
“La libertà di esercizio della professione nelle attività non riservate - ha dichiarato la Presidente di Confcommercio Professioni, Anna Rita Fioroni - viene così riaffermata per il bene di tutti i professionisti. Accogliamo con altrettanto favore l'approvazione degli emendamenti che introducono il richiamo al ‘Test di proporzionalità’ previsto dal D.Lgs. 142/2020. Sarà quindi garantita una preventiva valutazione di proporzionalità prima dell'adozione di qualsiasi nuova disposizione che possa limitare l'accesso o l'esercizio delle professioni”.
“Rivolgiamo – ha concluso Fioroni - un sentito ringraziamento ai parlamentari e ai membri della Commissione Giustizia per la sensibilità dimostrata. Aver accolto le osservazioni da noi avanzate, significa aver dato voce e tutela a un comparto in costante crescita, che oggi in Italia conta oltre 544.000 lavoratori autonomi. Un passo importante per garantire un mercato dei servizi trasparente, equo e pienamente concorrenziale”.







