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Prima infanzia ed anno educativo 2026/27. L'allarme di Assonidi: senza un vero sostegno al sistema privato e uan revisione dei titoli abilitanti la forte carenza di educatori rischia di bloccare i servizi alle famiglie

11/06/26 - 

 

A pochi mesi dall’avvio del nuovo anno educativo 2026/2027, Assonidi Confcommercio, l’Associazione degli asili nido e delle scuole d’infanzia privati, lancia un appello a Governo e Istituzioni locali affinché affronti con decisione due questioni che stanno mettendo a rischio la tenuta dell’intero sistema dei servizi educativi per la prima infanzia: il sostegno alle strutture private e la crescente carenza di personale educativo qualificato.

I dati Istat più recenti dimostrano che la domanda di servizi continua a crescere, nonostante il calo delle nascite, e che le liste d’attesa interessano ormai la maggioranza delle strutture (68,9% nel settore pubblico e 54% del settore privato).

Parallelamente, i gestori segnalano enormi difficoltà nel reperire educatrici ed educatori in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente. Oltre l’80% dei nidi e delle sezioni primavera segnala nel questionario Istat di aver avuto necessità di assumere nuovo personale educativo nei due anni precedenti al 2023/2024. Tra questi, la maggior parte ha incontrato difficoltà nel reperire le figure professionali richieste e, in oltre il 40% dei casi, tali difficoltà sono state definite gravi o gravissime per la carenza di educatori in possesso di un titolo di studio idoneo o con esperienza adeguata.

Da anni denunciamo una situazione che oggi è diventata strutturale – sottolinea Paolo Uniti, segretario di Assonidi ConfcommercioSe il Governo intende realmente aumentare l'offerta di posti nido e sostenere le famiglie, deve riconoscere che una parte fondamentale del sistema è rappresentata dalle strutture private autorizzate che ogni giorno garantiscono servizi educativi di qualità a migliaia di bambini”.

Per Assonidi Confcommercio non sarà sufficiente costruire nuove strutture se non si affronta contestualmente il problema della disponibilità del personale con una revisione dei titoli abilitanti.

Occorre aprire una riflessione seria sui titoli abilitanti alla professione educativa – prosegue Uniti - Nessuno mette in discussione la qualità della formazione, ma l’attuale sistema rischia di restringere eccessivamente il bacino di accesso alla professione proprio mentre il settore vive una carenza di personale qualificato senza precedenti che rischia di bloccare i servizi alle famiglie”.

Assonidi Confcommercio chiede l’apertura di un tavolo nazionale tra Governo, Regioni e rappresentanze del settore per definire interventi concreti a sostegno delle strutture educative e per aggiornare i percorsi di accesso alla professione.

Da anni Assonidi Confcommercio chiede l’apertura di un tavolo nazionale sul futuro dei servizi educativi per la prima infanzia. Da anni segnaliamo la carenza di personale, l’aumento dei costi e le difficoltà che gravano sulle strutture private. Ad oggi, però, tutto tace mentre la crisi continua a mordere. È arrivato il momento di passare dagli annunci ai fatti: il futuro dei nidi e delle famiglie italiane non può più attendere” dichiara Federica Ortalli, presidente di Assonidi Confcommercio.

 


Allegati:
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