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ART: con i nuovi dazi UE antidumping su ceramiche e porcellane cinesi puniti imprese e consumatori. Ma la produzione europea è totalmente insufficiente

L’Associazione Confcommercio dei produttori, importatori, distributori, agenti e rivenditori di articoli per la tavola, la cucina, il regalo e la decorazione della casa: serve equilibrio, la Commissione UE ci ripensi.

06/02/26 - 

 

Gravi ripercussioni per le imprese della filiera della tavola

e della casa con l’approvazione dei nuovi dazi:

aumento dei prezzi e rischio per l’ambiente

 

L’adozione da parte dell’Unione Europea di un dazio unico del 79% - a cui si aggiunge un dazio doganale ordinario del 12%: per un totale, quindi, del 91% - sulle importazioni di oggetti per la tavola e la cucina in ceramica e porcellana di origine cinese, avrà gravissime ripercussioni sulle imprese del settore e sui consumatori.

ART, l’Associazione di rappresentanza delle imprese italiane della distribuzione, importazione, produzione e commercio al dettaglio di articoli per la tavola, la cucina e la decorazione della casa aderente a Confcommercio, lancia l’allarme per la drastica decisione assunta dalla Commissione UE con il Regolamento di Esecuzione 2026/274 appena emanato (in data odierna).

Secondo ART, che si unisce in questo senso alle preoccupazioni manifestate da altri attori della filiera, l’aumento del dazio avrà l’effetto di rendere non più economicamente sostenibile l’importazione di moltissimi articoli oggi alla base dell’assortimento commerciale nei settori della casa, della ristorazione, dell’ospitalità, della distribuzione alimentare e non alimentare.

La Cina produce i due terzi degli articoli da tavola e da cucina in ceramica e porcellana mentre l’industria dell’Unione Europea “pesa” circa il 3% di questo mercato. In questo contesto le conseguenze rischiano, perciò, di essere estremamente gravi: tra queste l’aumento dei prezzi al consumo per i prodotti di fascia bassa e media di uso corrente in una misura stimata del 50/60%;  il blocco degli approvvigionamenti; la crisi o, addirittura, la chiusura delle imprese di importazione con i conseguenti costi sociali; l’abbandono da parte di imprese e consumatori dei prodotti in ceramica e porcellana a favore di prodotti in materie alternative (o monouso) che hanno una durata nettamente inferiore e che comportano un non trascurabile impatto ambientale in fase di smaltimento.

ART ritiene che si tratti di una misura incompatibile con i principi di proporzionalità, adeguatezza ed equilibrio richiamati dalla normativa europea: “nutrivamo la speranza – afferma il presidente di ART Angelo Maino - che la Commissione Ue ci ripensasse, ma purtroppo così non è stato. La produzione cinese non è realisticamente sostituibile nel breve/medio periodo con nessun’altra produzione. Un dazio del 79% non potrà perciò ridare spazi di competitività all’industria europea del settore con l’unico risultato di minare gravemente il mercato dell'importazione senza creare una reale alternativa produttiva. Giusto difendersi dalla concorrenza sleale, ma con equilibrio, quello che è mancato nell’assumere una decisione che consideriamo sconsiderata e dannosa”.

 

Milano, 6 febbraio 2026

 

 

ART, Confcommercio Milano, corso Venezia 47 tel. 02770254

segreteria@art_tavolaregalo.it    www.art_tavolaregalo.it

 


Allegati:
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