Libri scolastici, ALI Confcommercio: «Lo studio è un diritto e un dovere. Non parliamo solo di “caro libri”»
il presidente di ALI Ambrosini: «Bene le maggiori risorse per le famiglie più fragili. Ora detrazione fiscale e revisione dei tetti di spesa»
«Continuare a parlare dei libri scolastici soltanto come di una “spesa” è sbagliato: rischiamo di far passare l’idea che lo studio sia un costo, anziché un investimento sulle competenze e sul futuro dei nostri giovani». Lo ha affermato in una nota Paolo Ambrosini, presidente di ALI, Associazione librai italiani Confcommercio, alla vigilia del nuovo anno scolastico.
«Riconosciamo al Governo l’aumento delle risorse per le famiglie più fragili e l’intervento sui tetti di spesa dopo anni di mancato adeguamento all’inflazione. Sono passi nella giusta direzione, anche se l’adeguamento non ha recuperato interamente l’inflazione accumulata. Ora occorre fare un passo ulteriore».
L’articolo 34 della Costituzione - si legge nella nota - ci ricorda che lo studio è un diritto e un dovere. Per questo dobbiamo continuare a sostenere chi è più in difficoltà, ma serve anche una detrazione fiscale per l’acquisto dei libri scolastici.
«Come ALI Confcommercio la proponiamo da decenni, quando eravamo praticamente soli; oggi la richiesta è condivisa anche da editori e importanti realtà sociali. Lo scorso anno lo stesso ministro Valditara aveva sostenuto in Parlamento l’opportunità di introdurla e aveva formulato una precisa proposta. È il momento di riprenderla e renderla finalmente concreta» continua il presidente Ambrosini.
Anche i tetti di spesa vanno rivisti, sostiene ALI. Nati per tutelare le famiglie, sono diventati un meccanismo complesso che rischia di condizionare le scelte didattiche degli insegnanti senza risolvere il problema dei costi. Vanno adeguati alla realtà, ma insieme a maggiori risorse per le famiglie, conclude l'Associazione.
02/09/26






