Confcommercio su manovra: bene detassazione aumenti contrattuali derivanti dai rinnovi firmati tra il 2024 e il 2026
FIPE: “Prime misure utili per sostenere lavoro e consumi”
Bene la gestione dei conti pubblici e l’aver proseguito nella riduzione strutturale della pressione fiscale sui lavoratori e sulle famiglie come richiesto, peraltro, con insistenza da Confcommercio (taglio della seconda aliquota dell’Irpef e detassazione degli aumenti contrattuali derivanti dai rinnovi firmati tra il 2024 e il 2026) per sostenere la domanda interna che, nonostante alcuni segnali di risveglio, rimane ancora debole. Così Confcommercio in una nota sull’approvazione della legge di Bilancio.
E bene - prosegue Confcommercio - anche alcune misure a favore delle imprese, come l’aver evitato una stretta sulle compensazioni tra crediti d’imposta e debiti contributivi, che avrebbe penalizzato soprattutto le PMI e l’autotrasporto, e le norme per il comparto turistico recettivo di contrasto alla concorrenza sleale sulle locazioni brevi e il trattamento speciale per i lavoratori che prestano servizio di notte e nei festivi. Delude, invece, la decisione di prorogare l’aumento del 40% dell’imposta di soggiorno a tutto il 2026 e il non aver proseguito nel completo superamento dell’Irap.
Il commento di FIPE
FIPE-Confcommercio in una nota accoglie con favore l’impostazione del disegno di legge di bilancio 2026 presentato dal Governo, una manovra che - si legge nella nota - pur nei limiti imposti dal bilancio pubblico, mobilita circa 22 miliardi di euro con primi interventi mirati a sostenere il potere d’acquisto e la competitività delle imprese. In questa direzione vanno gli interventi sul lavoro ed in particolare la defiscalizzazione sia dei premi di produttività, che degli aumenti retributivi, che riguarderà anche il CCNL Fipe, firmato a giugno ’24 e divenuto il terzo CCNL italiano per numero di lavoratori a cui si applica (ca. 700.000 addetti). Serviva maggiore coraggio, invece, per introdurre la decontribuzione del lavoro festivo e notturno; la modalità attuale, infatti, rischia di rendere l’intervento poco significativo. Bene, secondo FIPE, invece l’atteso incremento della detassazione dei buoni pasto elettronici, la cui soglia di non imponibilità sale da 8 a 10 euro. Una misura certamente utile per incentivare il potere d'acquisto dei lavoratori e i consumi fuori casa.
30/12/25






