ANGAISA: servono tecnologie efficienti e soluzioni integrate per attuare la Direttiva “Case Green”
Alla luce delle nuove linee guida attuative della Direttiva “Case Green” (EPBD IV) pubblicate dalla Commissione Europea, ANGAISA – l’Associazione Nazionale dei distributori idrotermosanitari – sottolinea la necessità di un piano nazionale strutturato per attivare il percorso di decarbonizzazione del patrimonio edilizio. L’obiettivo fissato da Bruxelles è ambizioso: ridurre del 90% le emissioni nette di gas serra entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990, fino a raggiungere edifici a “emissioni zero” entro il 2050.
Questo scenario impone una profonda trasformazione del mercato impiantistico, interessando in particolare il futuro utilizzo delle caldaie a metano e l’adozione di alternative come pompe di calore e sistemi ibridi. Secondo ANGAISA, tali cambiamenti richiederanno sempre maggiori competenze da parte delle imprese e dei professionisti del settore.
“La distribuzione specializzata del settore idrotermosanitario è pronta a dare il proprio contributo, promuovendo l’utilizzo di prodotti e soluzioni impiantistiche adeguate – sottolinea Maurizio Lo Re, Presidente di ANGAISA. – Per vincere le nuove sfide sarà fondamentale puntare sui prodotti e i sistemi più evoluti, quelli ad elevata efficienza e a basso impatto ambientale (misurato dal GWP), facendo sempre riferimento a un approccio multi-tecnologico, per tenere conto delle diverse caratteristiche dei territori e degli immobili, residenziali e non”.
Il Presidente Lo Re richiama anche l’attenzione sull’opportunità di sviluppare fonti energetiche alternative, come il biometano e l’idrogeno, e sulla necessità di valutare attentamente i costi per le famiglie derivanti dagli interventi di riqualificazione. “Uno scenario complesso – conclude – che dovrà poter contare su agevolazioni fiscali e meccanismi incentivanti davvero efficaci, come cessione del credito e sconto in fattura”.
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07/07/25







