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FAQ Contributo ambientale CONAI

La mia azienda compra da un produttore in Italia merci imballate. Cosa devo fare?

Il commerciante/distributore si troverà in fattura il contributo ambientale distinto per materiale (carta, plastica, legno, etc.). Esso è parte integrante della fattura e viene pagato al produttore, il quale provvederà a versare il contributo ambientale direttamente al CONAI.
Il commerciante/distributore, a sua volta, nel rivendere la merce apporrà sulla sua fattura la dicitura “contributo ambientale Conai assolto”.

L’azienda importa direttamente prodotti, quali ad es.: materiale tecnico-scientifico dalla Germania, aragoste da Capoverde, prodotti etnici dal Marocco, abbigliamento dalla Cina, vino dal Cile/Sud Africa. Che cosa deve fare?

L’azienda, oltre ad essere iscritta al Conai, deve calcolare il contributo ambientale in quanto importatrice diretta secondo la procedura ordinaria o semplificata, e dichiararlo al Conai con il Mod. 6.2 import. 
Il Conai emetterà fattura sull’importo dichiarato dall’azienda.
La dichiarazione può avere cadenza annuale (entro il 20 gennaio successivo all’anno di riferimento), trimestrale (entro il 20 del mese successivo al trimestre considerato), mensile (entro il 20 del mese successivo al mese in questione).
Se invece il contributo ambientale è calcolato su un singolo imballaggio con procedura ordinaria e non supera i 26 €, l’azienda è esentata dal pagamento, perché resta nella franchigia ammessa dal Conai.
Se il contributo ambientale è calcolato con procedura semplificata sul valore complessivo delle merci importate e non supera i 52 € riferiti a tutti gli imballaggi, l’azienda è esentata perché resta nella franchigia ammessa dal CONAI.

 
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