ASSOCIAZIONE ORAFA LOMBARDA

Preziosi usati: orafi e gioiellieri devono adeguarsi alle nuove norme previste per i compro oro. Protesta l’Associazione Orafa Lombarda: obblighi pesanti e sproporzionati all’attività che si svolge. Rischio caos

Perfino la data entro cui è necessario adeguarsi ai nuovi obblighi – rileva l’Associazione Orafa Lombarda – è in dubbio: il 5 luglio o si potrà/dovrà aspettare che venga istituito il Registro a cui gli operatori dovranno iscriversi?

E’ stata pubblicata il 20 giugno la nuova disciplina dei compro oro (decreto  legislativo  25 maggio 2017 n. 92). Non solo i veri e propri compro oro, ma la totalità degli operatori che esercitano un’attività marginale/occasionale di compravendita e di permuta di oggetti usati realizzati in tutto o in parte in metalli preziosi sarà tenuta all’adempimento delle nuove norme previste. L’adeguamento alle nuove disposizioni riguarda, infatti, anche i dettaglianti orafi e gioiellieri. Quindi, gli organi di controllo si troveranno non un numero ristretto di operatori da verificare (i veri e propri compro oro), ma una platea molto vasta. Sarà perciò difficile un’azione di controllo mirata ed efficace. Perfino la data entro cui è necessario adeguarsi ai nuovi obblighi – rileva l’Associazione Orafa Lombarda – è in dubbio: il 5 luglio o si potrà/dovrà aspettare che venga istituito il Registro a cui gli operatori dovranno iscriversi? L’Associazione Orafa Lombarda denuncia come questi obblighi siano molto pesanti e assolutamente non proporzionati all’entità dell’attività di commercio di oggetti usati svolta occasionalmente da un orefice. Se un operatore desidera continuare anche solo a sostituire una chiusura difettosa deve iscriversi ad un apposito Registro (che, come detto, non c’è ancora); dotarsi di un conto corrente bancario o postale dedicato a questo tipo di transazioni; identificare il cliente; quotare e descrivere l'oggetto prezioso, anche mediante documentazione fotografica; segnalare all'UIF (Unità d'Informazione Finanziaria) le operazioni sospette. Dovrà poi annotare l'eventuale cessione dell'oggetto a fonderie e conservare tutta la documentazione per 10 anni. Il decreto cambia anche la soglia per l'uso del contante ammesso per i preziosi usati, che si abbasserà da 1.000 a 500 euro. Completa l'intervento legislativo un impianto sanzionatorio severo che prevede, fra l'altro, una multa da 2.000 a 10.000 euro e la reclusione da sei mesi a quattro anni per l'esercizio abusivo dell'attività di compro oro senza iscrizione al Registro nazionale; una sanzione da 1.000 a 10.000 euro per l'omessa identificazione del cliente e una sanzione da 5.000 a 50.000 euro per l'omessa segnalazione di operazione sospetta. 

30/06/17
Categoria: News

Tipologia: Dalle associazioni