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Manca ormai poco più di un anno al via ufficiale di Expo 2015 e l'attesa è tanta proprio perchè c'è la consapevolezza che l'Italia potrà contare su una visibilità con pochi precedenti e soprattutto che l'evento possa rappresentare il rilancio dell'economia.

Anche la stampa estera segue con attenzione Expo Milano 2015 e le varie fasi di preparazione e la conferma arriva dal monitoraggio realizzato dal primo Osservatorio della Stampa internazionale dell’Expo su oltre 50 testate internazionali. Fin dal maggio 2008, Milano e l’Expo hanno suscitato un grande interesse dai parte dei media stranieri con oltre 600 articoli (tra dedicati e citazioni) che hanno particolarmente valorizzato il tema portante di questa edizione: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

Il 23,05% degli articoli sono dedicati alle presenze internazionali, ai padiglioni e agli accordi; seguono, con il 20,34%, i pezzi relativi alle infrastrutture che stanno cambiando Milano. Più distanziato l’impatto sull’industria (16%), sulla cultura (14,43%), mentre il settore alimentare e green riguardano rispettivamente il 12,46% e il 10,32%.

Qualche esempio: il "New York Times" cita Milano e Shangai, sede della precedente esposizione universale: "Gli organizzatori della prossima Expo di Milano stanno creando un evento totalmente sostenibile, costruendo padiglioni con materiali ecologici che, se necessario, possono essere facilmente smantellati alla conclusione dell’evento”.  Sulla stessa lunghezza d’onda, gli austriaci del "Der Stardard" secondo cui “si prevede un numero record di Paesi partecipanti a questo evento e Milano punta su grossi investimenti per profilarsi come il “punto focale del mondo. L’impiego di forze a Milano è enorme: 3.000 persone impegnate direttamente nell’Expo, oltre 20.000 impieghi scaturiranno dal settore dei fornitori. La metropoli lombarda ha già investito 1,3 miliardi di euro nell’Expo.”

Secondo il monitoraggio, sono i Paesi in lingua tedesca e i cugini transalpini, le nazioni che stanno dedicando maggior spazio all’Esposizione 2015, ma anche inglesi e spagnoli non fanno mancare il proprio punto di vista così come gli americani. Il 19,34% delle citazioni provengono infatti dalla Germania, seguita dal 16,89% della Francia, il 16,76% dell’Austria, il 15,43% della Gran Bretagna e il 15,05% della Svizzera. Più distanziati rispettivamente gli iberici ( 12,87%) e gli statunitensi (11,46% delle citazioni).

 

 

 

 

 

09/04/14
Categoria: Impresa e Istituzioni

Tipologia: Scenario nazionale