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Si è tenuto il 18 ottobre 2016 all’Università Bicocca il convegno “eCommerce B2c in Italia: esame di maturità per l'offerta” organizzato dall’Osservatorio Mip del Politecnico di Milano e il consorzio del commercio elettronico italiano Netcomm che svolge attività legislative a supporto del mercato del commercio elettronico italiano. 

Durante l’incontro è stato presentato uno studio sullo scenario italiano del mercato del commercio elettronico e un profilo del consumatore medio che utilizza questo canale commerciale.

L’eCommerce B2c continua a crescere anche nel 2016: il valore degli acquisti online degli italiani fa segnare un +18% per un giro d’affari che sfiora i 20 miliardi di euro, tra prodotti (9 miliardi) e servizi (10,6 miliardi). Il Turismo si conferma il primo comparto con una quota del 44% e una crescita del 10%. Seguono Elettronica di Consumo, che vale il 15% e cresce del 28%, e Abbigliamento, che vale il 10% e cresce del 27%. Si rivela sempre più importante il contributo dei settori emergenti (Food & Grocery, Arredamento e home living, Beauty, Giocattoli), che insieme valgono oltre 1,5 miliardi di euro e crescono con tassi compresi tra il +30 e il 50%.

La penetrazione dell’eCommerce sul totale acquisti Retail sale al 5%, lo stesso di quello della Spagna, riuscendo a recuperare terreno rispetto ai principali mercati stranieri comparabili al nostro (UK, Francia e Germania), dove l’eCommerce raggiunge penetrazioni da due a quattro volte superiori.

Le Dot Com, tra i quali le aziende market-place come Ebay e RyanAir, hanno percorso questa strada e continuano a crescere più delle imprese tradizionali (+28% vs +10%).

Nel 2016, i web shopper italiani, ossia i consumatori che hanno effettuato almeno un acquisto online nell’anno, crescono del 7% annuo e raggiungono quota 19 milioni, pari al 60% circa degli internet user. La loro spesa media è di 1000 euro a persona.

Gli acquirenti comprano da siti italiani e stranieri, confrontano i prodotti sia nel canale fisico che in quello digitale e lo fanno attraverso smartphone (gli acquisti tramite questo device, spesso dotato di applicazioni molto funzionali, sfiorano i 3,3 miliardi di euro) e PC.

Il digital export (3,4 miliardi di euro, +18% rispetto al 2015) rimane comunque un’opportunità che l’Italia non riesce a cogliere a causa della piccola dimensione delle proprie imprese.

Per il comunicato dell’incontro: LINK

18/10/16
Categoria: Impresa e Istituzioni

Tipologia: Regione Lombardia