• Facebook
  • Twitter
  • YouTube
  • Instagram

Il turismo congressuale fa bene alla città di Milano. Soprattutto quello internazionale. E’ di 400 euro al giorno pro-capite l'impatto economico diretto generato in città dai congressi internazionali tenutesi al MiCo negli ultimi due anni. La cifra sale a 675 euro pro-capite se si considera anche l’impatto indiretto, derivato dagli effetti che le spese relative al congresso producono progressivamente nel medio-lungo periodo sul territorio a favore di altri settori economici strettamente collegati con l’attività congressuale.

 

È quanto emerge da un’indagine del Laboratorio di Analisi del Mercato Congressuale Internazionale (LAMCI) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, realizzata in collaborazione con Fiera Milano Congressi. La ricerca è stata condotta nel periodo 2012-2014 su un campione di 1.088 delegati che hanno preso parte a 8 meeting internazionali a carattere prevalentemente medico, ospitati al MiCo.

 

“Questa ricerca dimostra quanto sia rilevante per Milano l’attività congressuale. E quanto sia importante in tal senso poter contare su una struttura all’avanguardia come il MiCo” - ha dichiarato l’ad Francesco Conci, amministratore delegato di Fiera Milano Congressi.

 

“Focalizzandosi sulla grande convegnistica internazionale, il MiCo si colloca oggi tra i maggiori player mondiali del business congressuale. Ciò gli ha consentito di rilanciare la location Milano e di attivare il circuito virtuoso delle ricadute economiche collegate. Abbiamo investito molto negli anni in uomini, promozione e strutture. Lo sforzo è stato premiato: nel 2013 sono stati circa 160mila i delegati che hanno partecipato agli eventi da noi ospitati, mentre quest’anno siamo stati scelti dal Governo come sede dei consigli ministeriali previsti nel corso del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea. L’ultimo upgrading del MiCo lo abbiamo fatto proprio in occasione del semestre italiano, investendo circa 4 milioni nella ristrutturazione dell’ala nord e nell’implementazione di una rete WI-FI seconda nel mondo solo a quella del centro congressi di Chicago”.

Secondo l’indagine del Lamci il primo posto nella classifica dei top spender va ai delegati provenienti da Asia, Australia, Oceania, seguiti da quelli di Medio Oriente e Africa che addirittura prolungano di un paio di giorni la propria permanenza nella città meneghina. Gli europei e italiani, invece, si collocano tra quelli meno propensi a spendere.

I congressisti coinvolti nell’indagine hanno speso in media durante il periodo trascorso a Milano 226 euro al giorno (escludendo il trasporto a lunga percorrenza), con differenze significative in base al Paese di origine: i delegati internazionali infatti hanno sostenuto una spesa (239 euro al giorno) superiore a quella degli italiani (111 euro al giorno).

In particolare, la percentuale maggiore della spesa totale giornaliera è rappresentata dall’alloggio. Seguono la ristorazione al di fuori dell’hotel e lo shopping. Decisamente inferiori le spese per le attività nel tempo libero, per l’intrattenimento serale e per le gite turistiche.

Dal momenti che il 33% dei delegati ha portato con sé amici o familiari, la spesa media sale a 305 euro al giorno. In particolare, sono quelli provenienti da Asia, Australia, Oceania a spendere di più (523 euro).

La ricerca ha poi rilevato che il 20% del campione ha trascorso a Milano alcuni giorni in più rispetto a quelli previsti. Pertanto, includendo anche i giorni aggiuntivi passati in città con gli eventuali accompagnatori per vacanza, la spesa complessiva sostenuta in media da un congressista raggiunge i 349 euro al giorno, sempre con differenze statisticamente significative in base all’area geografica di provenienza. A tale cifra vanno infine sommate le spese sostenute dagli organizzatori del congresso per gli spazi, le attrezzature, gli allestimenti e i servizi fruiti nel corso dei lavori, che portano la spesa media per delegato a 400 euro al giorno.

19/11/14
Categoria: Impresa e Istituzioni

Tipologia: Scenario nazionale