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L’87% della popolazione italiana è al corrente di Expo Milano 2015 e sa che si svolgerà a Milano. Percentuale in costante crescita da gennaio 2014, quando il 70% della popolazione circa esprimeva una conoscenza spontanea dell’evento.

Ma le informazioni in merito all’evento di cui gli italiani dispongono vanno ben oltre: è ormai diffusa la conoscenza del
tema oggetto di Expo “Nutrire il pianeta, energia per la vita” che risulta familiare al 68% della popolazione. Il  tema incontra l’interesse di circa il 70% degli intervistati che affermano di esserne incuriositi soprattutto a livello personale.

Tra i principali settori merceologici che gli intervistati si aspettano di trovare alla manifestazione spicca il settore energetico - da fonti rinnovabili - per oltre il 43% della popolazione, accanto a quello alimentare e vitivinicolo.

A prescindere dalla specificità del tema, la manifestazione nel suo complesso viene percepita da un italiano su due come un motivo di orgoglio e sono soprattutto le valenze istituzionali-economiche che emergono come fattori differenzianti. Non a caso, circa l’80% della popolazione italiana ritiene che Expo possa rappresentare un’importante opportunità per l’Italia e per la città di Milano, da sfruttare in maniera adeguata.

Il 60% degli intervistati vive l’evento come un’opportunità per rilanciare il Made in Italy nel mondo e oltre il 52% come un’occasione
per migliorare l’immagine internazionale del nostro Paese, anche se ancora in pochi considerano l’Expo come
un’opportunità per uscire dalla crisi (solo il 20%).

Sono alcuni degli aspetti che emergono dall’indagine avviata da aprile 2014 da GroupM Research&Insight con Ipsos sul tema «Italiani ed Expo», volta a monitorare la percezione di consumatori e aziende dell’evento, e a «coglierne l’evoluzione per individuare valori, temi e territori che lo identificano e fornire istruzioni per l’uso in merito alle iniziative e ai progetti di comunicazione da attivare prima, durante e dopo l’evento.

«A sette mesi dal lancio della ricerca - dichiarano Federica Setti (Chief Research Officer GroupM) e Cristina Usuelli
(Consumer & Marketing Researcher GroupM) - emerge una prima fotografia del percepito e delle aspettative
degliitaliani rispetto all’evento, ormai diventato una vera e propria socialcurrency, un argomento di discussione e
riflessione diffuso, sia per quantoriguarda i suoi contenuti (food, sostenibilità ambientale e sociale, lasalvaguardia delle
risorse naturali, ecc.), sia per quanto riguardal’impatto economico e sociale della manifestazione sul nostro Paese.»
Nel corso delle rilevazioni effettuate è inoltre aumentato il valore degli aspetti legati al percepito esperienziale e quindi
all’idea che l’evento consentirà di entrare in contatto con altre popolazioni, confrontandosi con culture straniere e
sperimentando nuovi sapori. Ma non solo: l’Expo è considerato da oltre la metà degli intervistati (in crescita nel corso delle rilevazione di 4 punti percentuali) come una manifestazione che “ha ancora senso frequentare di persona anche nell’era di Internet”.

Il coinvolgimento nei confronti della manifestazione - spiega ancora l’indagine - è confermato inoltre dalla percentuale di coloro che affermano di esserne interessati e che potrebbero consigliarne la visita (52,4%), a fronte di una porzione quasi irrilevante(2,3%) che ne sconsiglia la partecipazione o addirittura si dichiara contrario alla realizzazione dell’evento.

La ricerca mette in evidenza l’intenzione, espressa dal 71% degli intervistati, di condividere il momento della visitacon la propria famiglia. Figli piccoli inclusi, a dimostrazione della valenza didattica che gli viene riconosciuta. Emerge inoltre che gli spostamenti dei cittadini italiani interessati a partecipare all’evento avverranno prevalentemente in treno e con auto privata (rispettivamente, nel 41,5% e nel36,0% dei casi), accanto a mezzi pubblici (14%) e aereo (16%, suddiviso trail 7,5% di Malpensa, il 6,1% di Linate e il 3,5% di Orio al Serio).

In questo contesto - secondo la ricerca - la gran parte dei potenziali visitatori ha dichiarato di approfittare dell’evento
per estendere la propria visita: nel 49% dei casi rimanendo in città e solo nel 18% circa visitando altri luoghi.

La decisione di rimanere a Milano sarebbe condizionata dalla possibilità di visitare le mete turistiche più classiche (il
Duomo per il 66% degli intervistati, il Castello per circa il 45,5% e i Navigli per il 42%) e di poter frequentare le vie dello
shopping che, in occasione della manifestazione, gli intervistati si aspettano molto più vive e frequentate.

Oltre alle aperture straordinarie dei negozi, Expo genera una serie di aspettative rispetto agli eventi collaterali organizzati in
città per tutta la durata della manifestazione, in particolare per quel che riguarda degustazioni di cibo (attese dal 54,6%
della popolazione), mostre (38,4%), spettacoli (33,2%) e concerti (28,3%).

Ad ogni modo il tempo a disposizione per scoprire la città, e tutto ciò che offrirà in occasione dell’evento, sarà limitato:
si prevede infatti di concentrare la visita in pochi giorni (il 51,3% la circoscriverebbe in 2 o 3 al massimo), o addirittura in
un’unica giornata (28% degli intervistati). I mesi durante i quali potrebbe concentrarsi il maggior numero di ospiti
sono quelli di giugno col 25% di preferenze e settembre col 22,4%, mentre il 13% degli intervistati sceglierebbe di
visitare Expo a ridosso dell’apertura e solo il 4,2% lo farebbe nel mese antecedente la chiusura.

 

 

04/12/14
Categoria: Impresa e Istituzioni

Tipologia: Milano Provincia